Continuiamo con storie e leggende maremmane, un intreccio con radice profonde secoli, forti e incredibili come la terra da cui nascono. Una di queste leggende, che però ha importanti riferimenti storici, è quella che ha come protagonista la bella Marsilia. Si parte da Siena e poi Magliano in Toscana, per arrivare alla Turchia dell’Impero Ottomano. E tutto inizia da una splendida fanciulla dai capelli rossi e gli occhi chiari, a cerbiatto, azzurri o verdi come il mare. Una fanciulla che avrebbe potuto essere proprio come quella che ho messo nella foto di copertina.
Se ho acceso la tua curiosità, mettiti comodo o comoda, perché queste vicende sono appassionanti!
Conoscevo in parte l’argomento, ma quando -dietro suggerimento di un caro lettore- ho iniziato a raccogliere informazioni più dettagliate, si è aperto un “mondo”. La storia della bella Marsilia ha veramente dell’incredibile e non si capisce dove finisca la verità e dove inizi la leggenda. Mi sono anzi sorpreso che, date le numerosi fonti e il dibattere internazionale sull’episodio, non ci siano in proposito romanzi storici a riguardo oppure una cinematografia appropriata. Magari non ne sono a conoscenza e, scusandomi, aspetto tue informazioni.
Non fatemi venire l’idea di dedicarmi anche al cinema, trovo già difficile dilettarvi con la mia amata scrittura.

Veniamo ai fatti della bella Marsilia.
Su una collina del territorio del Comune di Magliano si nota una torre, come tante tra le torri di avvistamento delle nostre coste maremmane, che tutti conoscono come Torre della Bella Marsilia. 
Un po’ di storia. In epoca Medievale il territorio che comprende questa torre, la Tenuta di Collecchio e la Torre Bassa apparteneva, come molte altre terre di Toscana, alla famiglia degli Aldobrandeschi. Nel 1345 il territorio in questione fu ceduto alla famiglia senese dei Marsili.
Arriviamo al 1543, quando nel Mar Tirreno si contarono numerose incursioni del pirata Khayr al-Din, conosciuto nella penisola italica come Ariadeno Barbarossa.
Sì, si tratta proprio del famoso pirata Barbarossa, proprio in quell’anno posto a comando della flotta dell’imperatore ottomano, il Sultano Suleiman Bin Selim Khan conosciuto come Solimano il Magnifico. Mi sono già occupato dell’argomento in un altro interessante articolo molto seguito: “Bartolomeo Peretti: Ammiraglio di Talamone contro il pirata Barbarossa” (clicca qui). Faccio una precisazione importante: nei miei scritti chiamo spesso il Barbarossa col termine “pirata” perché così è conosciuto da tutti noi fin da piccoli. In realtà, il Barbarossa non fu un pirata ma un corsaro e un Ammiraglio della flotta del Sultano Ottomano: agiva quindi sotto mandato e non per solo tornaconto personale.
Il 22 Aprile 1543 il pirata Barbarossa, in una delle sue incursioni, arrivò nel territorio di Collecchio proprio nei pressi della Torre, dove si trovava in soggiorno la famiglia dei Marsili di Siena. Il territorio e la Torre furono messi a ferro e fuoco dai saraceni, e la piccola difesa della Torre nulla poté contro la ferocia dei pirati. Furono fatti diversi prigionieri, tra i quali proprio la figlia di Nanni Marsili, la meravigliosa sedicenne Margherita Marsili conosciuta oggi come la bella Marsilia.
Si dice che la fanciulla, dall’aspetto minuto e grazioso, avesse una bellissima chioma rossa e gli occhi color del mare con uno sguardo intenso e particolare.
Il pirata Barbarossa condusse i prigionieri delle sue incursioni in Turchia, come schiavi. A Costantinopoli (l’attuale Istanbul) donò la fanciulla al Sultano Solimano il Magnifico. Il Sultano, rapito dalla bellezza della ragazza, decise infatti di accoglierla nel suo harem.
Fin qui siamo alla storia. Adesso andiamo avanti con un proseguo che potrebbe essere leggenda, ma anche nuovamente realtà dei fatti. Chissà.
Si narra che la la bella Marsilia in realtà sia la leggendaria Roxelana (Rossellana), celebre moglie del Sultano Solimano il Magnifico, in quanto coincidono sia il periodo storico che il nome attribuito da altre leggende.
Parliamo di Roxelana. Si tratta di una schiava di origine russa o polacca, che riuscì con la sua bellezza a farsi sposare dal Sultano Solimano il Magnifico, contravvenendo ad una consuetudine che durava nell’Impero Ottomano da oltre 150 anni, ossia che il sultano non dovesse sposarsi. Questo a causa delle violenze subite, ad opera dei nemici, dalla moglie del sultano di 150 prima, dopo uno scontro tra Ottomani e Mongoli. Da allora, i sultani che si succedettero non presero moglie. La tradizione fu interrotta perché il Sultano Solimano il Magnifico fu travolto dalla bellezza di Roxelana, decidendo di accettare ogni sua richiesta.
Sì, il sultano era veramente innamorato di Roxelana! La sposò, nominò come suo successore proprio uno dei figli di Roxelana e non il primogenito avuto da una delle sue donne; e scrisse per la moglie bellissime poesie pervenute ai nostri giorni. I due ebbero infatti 4 o 5 figli e un matrimonio ricco di misteri che parlano di uccisioni di possibili eredi ecc ecc, nei quali non voglio addentrarmi perché necessitano di importanti approfondimenti.
Roxelana come è conosciuta in Europa, o Hürrem Sultan come è conosciuta in Turchia, alla sua morte nel 1558 fu seppellita in un Mausoleo non lontano da quello del Barbarossa, annesso alla Moschea di Solimano il Magnifico, nell’attuale Istanbul.
In rete ho trovato un interessante articolo dal blog di Goffredo Ademollo Valle, nel quale si citano numerose prove a favore della teoria che Roxelana non sia di origine russa, ma sia proprio la bella Margherita Marsili rapita in Maremma: antica corrispondenza, ritratti, alberi genealogici e tanto altro.
Non sappiamo quale sia la realtà, ma noi piace sognare. E piace pensare che la bella sedicenne senese Margherita, conosciuta da tutti come la bella Marsilia, non sia stata una schiava dimenticata dal tempo. In fondo, il contrasto tra i suoi capelli rossi e i suoi occhi chiari dallo sguardo ammaliante, altro non sono che il volto della nostra Maremma: terra che spazia dalla roccia più dura al mare più intenso, mescolata come i colori nel quadro di un pittore. Terra di duro lavoro, di viaggi in mare, di sogni di pescatori e di fede dei Santi, di storia ed arte. Terra che merita di essere visitata, dalle isole e dal litorale della bellissima Costa d’Argento al suo entroterra con borghi meravigliosi come l’antica Magliano in Toscana che ho citato in questo articolo. Ti ricordo che scrivo da Porto S. Stefano, all’Argentario, terra di scorribande di barbareschi e saraceni. E sempre all’Argentario, precisamente a Porto Ercole, con l’evento “La notte dei Pirati” si ricostruisce in maniera spettacolare quel periodo storico fatto di invasioni e paure.
Probabilmente scriverò ancora sull’argomento della bella Marsilia e dei pirati. Il tempo è nemico della memoria, ma storie e leggende del genere non meritano di scomparire.

Intanto ti invito a seguire, all’interno della sezione Curiosità e Consigli, la categoria Maremma (clicca qui). In particolare oggi voglio ricordarti:
Perché Porto S. Stefano è recente: la verità dimenticata (clicca qui),
Talamone e l’acquario della Laguna di Orbetello (clicca qui),
Kirk Douglas, l’Argentario e Talamone (clicca qui),
Il Papa di Sovana (clicca qui),
Il Paladino Orlando, la Maremma e il Viterbese (clicca qui),
Manciano e il Palio delle botti (clicca qui),
I Domizi Enobarbi a Porto S. Stefano e… (clicca qui),
Atlantide vicino all’Argentario? (clicca qui)
e il mio particolare racconto sul “Palio Marinaro dell’Argentario” (clicca qui).
E per gli appassionati di libri locali, ti segnalo all’interno della sezione LIBRI del blog, la seguitissima categoria AUTORI LOCALI (clicca qui), in cui parlo degli scrittori di Argentario e Maremma.
Buona lettura con paginecuriose.it e aspetto il tuo commento, grazie mille!