Un mio amico, parlando di episodi storici della nostra Maremma, mi domanda se conosco le vicende di Bartolomeo Peretti, ammiraglio di Talamone che combatteva il pirata Barbarossa. Io, da buon santostefanese appassionato di storie e leggende sui pirati che imperversavano nelle nostre coste fino a pochi secoli fa, invece ammetto subito di non conoscerlo. E adesso mi scuso con i miei amici di Talamone. Ma spinto come sempre dalla curiosità, col mio motto “rimboccati le maniche”, decido di fare alcune ricerche online per documentarmi su chi fosse questo famoso ammiraglio che combattè contro il pirata Barbarossa circa 5 secoli or sono.

Darò adesso alcuni cenni sulla vita del famoso Ammiraglio di Talamone. Quello che però voglio ricordare, come premessa, è il forte legame tra la nostra meravigliosa Maremma e la storia. Dalle isole, alla costa e al suo entroterra, arte, fede, storia e leggende si intrecciano cancellando confini e regalando a noi posteri un’aria di mistero che si mescola alla bellezza e alla varietà del paesaggio. Come un poeta che scrive commenti accanto ad alcune fotografie, allo stesso modo sembra che il passato abbia voluto lasciare i suoi scritti sparsi nella natura del nostro grande territorio: reperti archeologici, storie, tradizioni, chiese, santi e tanto altro, immersi nei nostri luoghi di Maremma tutta da scoprire e da visitare. In Italia, una delle terre più aspre e dolci allo stesso tempo: terra di conquistatori, innamorati, sognatori,…
E Talamone, che guarda il mare dalle sue Mura come fosse un faro di abitanti, oggi è sì un piccolo borgo, ma dalla grande storia. Dalla mia Porto S. Stefano ho osservato fin da piccolo Talamone come un orizzonte preciso, uno dei simboli di questo legame tra storia e natura che abbiamo nel sangue.

Chi era Bartolomeo Peretti?
Nato nel 1504 a Talamone da Giovanni Peretti, da giovane fu Capitano di fanteria dimostrando subito ottime doti militari. Nel 1526 combatteva in Lombardia al fianco di Giovanni de’ Medici, il famoso Giovanni delle Bande Nere, guidando una rivolta dei Talamonesi contro i Doria. Per riconoscenza, la Repubblica di Siena lo nominò Capo dei Gendarmi di stanza a Talamone.
Ma Bartolomeo Peretti proprio non poteva tollerare che in quegli anni le coste maremmane vivessero la paura dei continui attacchi di pirati barbareschi e saraceni, i quali depredavano paesi interi e facevano prigionieri come nulla fosse.
Ad esempio, il fatto che Porto S. Stefano abbia un’origine molto più recente è infatti dovuto al clima di insicurezza dovuto a queste incursioni, in quanto l’approdo del futuro santostefano, allora poco protetto dalle torri di avvistamento, serviva ai pirati per rifornirsi di acqua e -più nell’entroterra- di legname e selvaggina. Ti ricordo al riguardo il mio articolo: “Perchè P.S.Stefano è recente: la verità dimenticata” (clicca qui).
Ritornando a Talamone, fu allora che Bartolomeo Peretti decise di intervenire di persona a protezione delle coste della sua terra. Nel 1536 infatti armò con i propri soldi una Galera, mettendosi a servizio di Papa Paolo III, allo scopo di difendere l’arcipelago toscano e affrontare le navi dei pirati.
In quegli anni, Bartolomeo Peretti ebbe tanti successi, catturando molte navi nemiche e vedendo quindi la sua fama crescere sempre più.
A partire dal 1538 iniziò la sua attività di Capitano delle navi Pontificie per poi essere nominato, dopo qualche anno, Comandante Generale della Flotta Pontificia, di fatto Ammiraglio.
Spieghiamo po’ di storia della nostra Penisola. Verso la metà del 1500, la Penisola Italica era controllata da spagnoli e francesi. Il Re di Francia, Francesco I, era alleato col Sultano turco Suleiman Bin Selim Khan (da noi conosciuto come Solimano il Magnifico) allo scopo di superare la potenza spagnola.
Nel 1543 fu proprio il Sultano turco ad inviare la propria flotta a Marsiglia, come segno d’intesa tra turchi e francesi. La flotta di Solimano il Magnifico era comandata dal famoso pirata Khair Ad Din, detto Barbarossa.
Durante il viaggio verso Marsiglia, la flotta turca si rese protagonista di numerose e violente azioni di pirateria sulle coste italiche.
Nel frattempo, l’Ammiraglio Bartolomeo Peretti si era recato a Malta cercando, invano, aiuti dai Cavalieri di Malta a favore del Papa, contro l’egemonia turco-francese.
Visto l’insuccesso della missione, l’Ammiraglio di Talamone decise di dirigere la sua flotta verso Est contro i saraceni, compiendo numerose incursioni prima in Grecia e poi fino quasi a Costantinopoli. Tornando indietro, assaltò l’isola di Lesbo, saccheggiandola e facendo prigionieri.
Fu un episodio che allora ebbe un grande eco, in quanto l’isola di Lesbo era il luogo natio del pirata Barbarossa e terra di possedimenti della sua famiglia.
Bartolomeo Peretti era l’Ammiraglio che sfidava i pirati anche nelle loro terre!
Verso la fine del 1543, Bartolomeo Peretti sbarcò a Civitavecchia, per poi recarsi a Roma a ricevere gli onori del Papa e la tranquillità. Ma la sua gloria durò poco, perché nel 1544 l’Ammiraglio si ammalò di calcolosi e, operato a Siena il 6 Febbraio, morì in seguito all’intervento.
Fu seppellito a Talamone, alcune fonti parlano della Chiesa locale, ma non ebbe pace nemmeno da morto. Il 10 Giugno 1544 Barbarossa, mentre si dirigeva con la sua flotta verso Costantinopoli, per vendetta devastò Talamone. Fece prigionieri e profanò la tomba dell’Ammiraglio, disperdendo i suoi resti per negargli la pace.
Il pirata Barbarossa morirà nel 1546 in seguito a febbre gialla. Sarà sepolto nell’attuale Besiktas, zona nord di Istanbul, in un mausoleo a lui dedicato.

Ai giorni nostri?
La storia di Bartolomeo Peretti Ammiraglio di Talamone, col passare dei decenni anni, è caduta in secondo piano, fino alla sua riscoperta verso la fine del secolo scorso.
Scopro in rete, infatti, che nel 1996 fu pubblicato il libro “Bartolomeo Peretti – da Talamone Ammiraglio del Papa” di Angelo Biondi e Danilo Terramoccia, Casa Editrice Laurum di Pitigliano.
In seguito, il Comune di Orbetello ha dedicato a Bartolomeo Peretti una via di Talamone.
Il 29/4/2001 “Il Tirreno” scrive di una celebrazione dell’Ammiraglio a Talamone, alla presenza delle Autorità, di professori e di appassionati.
Con questo mio breve scritto, spero di contribuire a rendere ancora più noto un fatto di storia. La storia dell’Ammiraglio di Talamone e del Pirata Barbarossa. E spero di far appassionare sempre più gente alla nostra bella Maremma.
…Nella foto di copertina appunto, un belllissimo mare estivo visto da Talamone.
Mi riserbo di scrivere un articolo sul Pirata Barbarossa a Porto Ercole.

Intanto, segnalo i miei numerosi articoli sulla MAREMMA (clicca qui). In particolare oggi voglio ricordarti:
Talamone e l’acquario della Laguna di Orbetello (clicca qui),
Kirk Douglas, l’Argentario e Talamone (clicca qui),
Il Papa di Sovana (clicca qui),
Il Paladino Orlando, la Maremma e il Viterbese (clicca qui),
I Domizi Enobarbi a Porto S. Stefano e… (clicca qui);
Atlantide vicino all’Argentario? (clicca qui)
e il mio particolare racconto sul “Palio Marinaro dell’Argentario” (clicca qui).
E per gli appassionati di libri locali, ti segnalo all’interno della sezione LIBRI del blog, la seguitissima categoria AUTORI LOCALI (clicca qui), in cui parlo degli scrittori di Argentario e Maremma.