“Quanto durano i sogni” è una mia nuova poesia, ispirata dall’imbrunire di un pomeriggio di Gennaio, in attesa della notte per sognare. Notte che avvolge leggera Porto S. Stefano, nella foto.
Ma quanto durano i sogni? Che fine fanno all’alba i nostri sogni di adulti? Perché li dimentichiamo? Buona lettura di questo mio primo scritto del 2020,…affinché sia un anno di sogni! Intanto io sogno di scrivere un romanzo su questo.

“Quanto durano i sogni?” di Francesco Palombo
Non appena l’alba avrà finito la notte
e le stelle del cielo salutato la luna,
svaniranno i sogni nell’angolo tenue
della memoria sempre stanca.
L’unico sogno rimasto
sarà caduto per sbaglio
nello spazio dimenticato
tra il presente e un istante fa.
Dove ancora resisteranno i sogni
rimarrà fisso un tramonto,
per dire al giorno e ai sogni della notte:
“salutatevi ora che vi potete vedere,
poiché l’animo è aperto al tempo che verrà”.
“Ma quanto durano i sogni?”,
chiese un bambino alla mamma.
“Durano troppo poco, purtroppo”,
rispose lei guardando al passato;
“quindi afferrali adesso
e portali tu nella tua strada!”.
E intanto arriva davvero la notte
e tutto porta lieve a tacere,
in attesa che arrivi il sonno
in buona ma irreale compagnia.
“Innamòrati dei tuoi sogni,
solo così non potrò prenderteli”
una luce dell’alba a riposo
sussurra all’orecchio del bambino.
È da grandi che, invece,
ascoltiamo troppa confusione.
E i sogni svaniscono a parte uno,
che lo facciamo svanire noi
a suon di correre nel domani.

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