Racconto ed esercizio di stile per “Scrivere divertendosi”

Arriva un mio nuovo racconto, “Chissà. Nel tempo dei Corsari all’Argentario“, ambientato nel promontorio del 1500, in cui le incursioni barbaresche e saracene spesso, oltre che per rifornimento di acqua legname e selvaggina, portavano a rapimenti dei locali. Ti segnalo questo mio scritto come esercizio di stile, in cui narro la vicenda non in prima persona, né in terza. La particolarità è che la narrazione si svolge in seconda persona. Aspetto il tuo commento.
D’altronde, la scrittura deve essere una scoperta e un piacere, come la lettura. Avanti col mio motto: Scrivere divertendosi!

“CHISSÀ. NEL TEMPO DEI CORSARI ALL’ARGENTARIO”, di Francesco Palombo

Hai camminato in mezzo alla vegetazione, senza nemmeno provare a capire in che direzione andavi. Era l’ombra fitta tra gli alberi a farti spostare dal buio verso la luce, per non inciampare. Dopo, era il sole accecante a dirti di voltare per cercare l’ombra. Era il rumore di una sorgente ad invitarti nel proseguire, o quello delle onde sugli scogli a farti allontanare dai dirupi. Hai camminato nei prati, sulla roccia, nel fango, seguendo il tuo istinto o i dolori del tuo fisico, mai sazio di stanchezza.
Ma di lei ancora niente.
Nel tuo strano e lungo girovagare non hai trovato nemmeno una piccola traccia: un brandello di veste, un ramo di una pianta spezzato in alto, un’incisione su un tronco, un segno su una pietra. Adesso, senza forze e senza speranza, oltre a non sapere dove lei si trovi -se libera, rinchiusa o morta- non sai neanche dove ti trovi tu. La vegetazione è così fitta per quanto è bella, tra le mille sfumature di verde. E tu hai perso l’orientamento. Continuerai così, se non sali per un colle a guardare attorno dall’alto, o se non scendi per riconoscere una Cala.
E basta col tenerti le lacrime in gola, che non ti vede nessuno. Piangi pure, perché le lacrime, quelle vere, schiariscono gli occhi.

Già, … tu avevi visto le vele nemiche all’orizzonte giorni prima. Le avevi detto di stare attenta. Ma chi te lo dice che non lo è stata? Chi può affermare che quegli uomini non siano arrivati fino al suo terreno e l’abbiano portata via cancellando ogni segno? I suoi genitori erano a valle, i suoi fratelli a fare legna. Magari lei stava raccogliendo dei frutti vicino al rifugio e non ha sentito arrivare nessuno.
Quando in lontananza hai udito chiamare disperatamente il suo nome, ti è crollato il mondo addosso. Ti sei precipitato da loro per chiedere spiegazione, ma in cuor tuo avevi già capito. Sì, perché a valle i genitori avevano ascoltato il racconto di un avvistamento di corsari nell’interno. Ma il correre a casa ad avvertire i figli non era bastato.
Adesso basta, non pensare al come sia potuto succedere. Pensa al modo di cercarla.
Stai sbagliando tutto, ancora. Giri a vuoto coi pugni serrati e il cuore che batte forte. Stai trascinando i tuoi piedi ormai sanguinanti. Hai già visto tutta la scorsa luna, guidato senza meta dalla luce delle stelle, rischiando di farti mangiare da qualche animale. Tra qualche ora tornerà il buio. Lo so, arriverà la vostra cara luna, del vostro solito incontro, del vostro dolce saluto di ogni fine giornata prima di varcare l’ingresso del mondo dei sogni. Tu vivi per quell’incontro. Ma anche stanotte non ci sarà.

Riposati un attimo su quel masso. Se incontrassi un marinaio di quella nave nemica, non avresti nemmeno la forza di alzare un braccio. Hai la schiena a pezzi e il respiro pesante.
Lasciati abbracciare dalla frescura della sera che sta per arrivare, e trovati un riparo per dormire. Magari vicino al mare, per vedere di tanto in tanto se quelle vele nefaste siano ancora sulla costa. O solamente per sperarlo, così da poter combattere per lei.
Quanto è bella!
Chissà che in sogno possa baciarti ancora. Chissà che magari possa svelarti di trovarsi ancora qui, su questo aspro e strano promontorio che spunta dal mare come un’isola colorata d’argento.
Chissà che lei possa sognare te, per sentirsi al sicuro.
Chissà.

Consigli dal blog.

Se hai apprezzato “Chissà. Nel tempo dei Corsari all’Argentario”, ti invito a leggere il mio articolo su “La bella Marsilia, dalla Maremma al Sultano” (clicca qui) che parla delle vicende della fanciulla senese rapita in Maremma dal Barbarossa; e quello sulle origini di Porto S. Stefano, “Perché Porto S. Stefano è recente? La verità dimenticata” (clicca qui).
Inoltre, ti segnalo la sezione MIE OPERE (clicca qui) in cui troverai molti miei racconti e poesie.
Ma non dimenticare i miei precedenti articoli di COACHING  (clicca qui) sulla scrittura creativa, col mio progetto “Scrivere divertendosi“:
I punti di vista (clicca qui);
Show, don’t tell (clicca qui);
Esercitazioni di scrittura creativa (clicca qui).

Buone letture con paginecuriose.it, aspetto impaziente i tuoi preziosi commenti!