All’Argentario.

Facciamo che oggi sia una piovigginosa domenica di un Febbraio degli anni ’80 all’Argentario. Sì, hai capito bene, proprio gli anni ’80 … Diciamo metà anni ’80, dai, così rimango sul vago.
Facciamo che tu allora sia stato un bambino, proprio come me. O magari hai avuto bambini in casa in quegli anni, e potrai affezionarti ugualmente a questo racconto.

Veniamo a noi, bambino degli anni ’80.
Ti svegli sorridente e meno insonnolito del solito. D’altronde, è domenica e non si va a scuola: non c’è bisogno di alzarti presto. Hai il tempo per stiracchiarti bene e accarezzare le lenzuola lisce, sotto le coperte.
Ti alzi dal letto e guardi fuori dalle finestre: è una giornata piovigginosa. Mannaggia, mica come ieri che c’era il sole: l’Argentario col sole è meraviglioso (come nella foto recente che ho messo in copertina).
Senti che anche oggi fa un po’ freddo, ma neanche troppo per essere in inverno.
Dopo la colazione in famiglia ti lavi, magari con un bel bagnetto. Poi ti vesti e ti prepari per andare a messa.

In chiesa ti tocca nelle prime file, perché lì stanno i bambini del catechismo. Se chiacchieri, qualcuno ti sgrida: a volte anche il prete dall’altare. Eh sì, sono vivaci anche i bimbi degli anni ’80, ma dopo che sono brontolati smettono subito perché non pensano di avere sempre ragione.
Finita la messa, se non piove i più piccoli escono con i genitori, ma tu che magari sei già in quarta o quinta Elementare un giretto con i compagni di classe lo puoi anche fare. Proprio così, perché nell’Argentario degli anni ’80 non ci sono tutti i pericoli di adesso.
Negli anni ’80 le automobili sono poche anche a Porto S. Stefano. In paese ci si conosce tutti. Sette o otto bimbi di 9-10 anni passeggiano insieme per le vie del centro senza alcun problema.
Dove ti trovi? Stai facendo un bel giretto nel porto a osservare le paranze, o nella piazza a giocare attorno ai fusti delle acacie o sulle panchine? Oppure a guardare le vetrine dei negozi del Corso?
Dipende da dove abiti, sicuramente non ti sei allontanato troppo da casa.
E poi, … una pizza al pomodoro nella tua pizzeria preferita e sempre due risate con gli amichetti. Magari anche qualche litigata, ma fai subito la pace.
Forse per i maschietti spunta un pallone e si va a giocare ai giardinetti o in qualche spiazzo poco trafficato dalle auto; oppure escono fuori le figurine dei calciatori per scambiare i doppioni.
Insomma, in un modo o nell’altro, tu bambino sei contento, perché la domenica non è un giorno come un altro, ma è proprio un giorno di festa.
Sicuramente non stai sentendo freddo anche se siamo a Febbraio, perché negli anni ’80 in inverno sei vestito come uno scalatore dell’Everest con 5 strati di indumenti. Le maglie termiche negli anni ’80 non sono diffuse, e nemmeno i maglioni di “plastica” che scoppiettano. Solo cotone e lana per scaldarti.
Sempre sicuramente, all’ora di pranzo hai fame e non vedi l’ora di tornare con i tuoi amichetti verso casa. Se fai tardi ti aspetta una bella strigliata, perché non esistono i cellulari e a casa stanno in pensiero!

A casa un bel pranzo della domenica non te lo toglie nessuno, e se hai tutta la famiglia presente ti senti ancora più contento.
Il tuo pranzo della domenica degli anni ’80 è tipo il pranzo di Natale del giorno d’oggi, e quando ti alzi da tavola forse sei ingrassato qualche chilo. “Mangia, se no non cresci!”.
Nel pomeriggio hai il tempo per riposarti, giocare da solo oppure con il fratellino o la sorellina, ascoltare le partite di calcio alla radio tutte in contemporanea (ohhhh), uscire con il babbo e la mamma se non sono a lavoro, fare i compiti, giocare con i mattoncini Lego o con le Barbie, disegnare o fare gli aeroplanini di carta.
Ma anche guardare i cartoni alla TV o il 90° Minuto alle 18 per vedere le reti della tua squadra del cuore. Già, si chiamano anche “reti” e non solo “goal”, e le partite tu le immagini dalla voce dei radiocronisti: per questo motivo poi vuoi assolutamente vederle al 90° Minuto. La TV che fu.
Hai davvero tutto questo tempo, bambino degli anni ’80?
Scommetto che ne hai ancora di più e ti capita anche di annoiarti un po’. Ma tu, maschietto o femminuccia, sei sereno ugualmente, perché viaggi con la fantasia. Puoi essere un calciatore formidabile, una bella principessa, un supereroe, una fata, un astronauta, una pittrice o chiunque tu voglia. Ma secondo me sei anche un po’ magico, perché hai il tempo di rallentare e fare il bambino o la bambina.

Poi arriva la sera. Fai la tua cartella (che non si chiama zaino) per il lunedì di scuola e ti prepari per cena.
Forse solo adesso il buio porta un po’ di tristezza, perché sai che la giornata di festa sta per finire.
Ma subito dopo cena magari un bel film alla tv con la famiglia riesci a guardarlo, perché i film iniziano di sera e non di notte. E non hai mille canali per decidere. Anzi, sei tu il telecomando che si alza contento dalla sedia per andare a schiacciare i pulsanti accanto allo schermo e cambiare canale. Una volta scelto un film tutti insieme, il canale rimane quello.
I televisori certo non sono così belli e le immagini non sono così nitide. Ma la sera passa tranquilla, perché il tempo sembra di nuovo fermarsi e aspettare te, come un aeroplano di carta che volteggia nell’aria in cerca del vento.
Buonanotte bambino degli anni ’80. Ti aspetta una notte di sogni. Magari una mattina ti sveglierai e ti troverai adulto, senza sapere come.

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