Siamo al Natale degli anni ’80, inizio anni ’90. Non c’è internet, non ci sono gli smartphone, neanche i cellulari con gli sms. Ci sono il telefono di casa e le cabine telefoniche pubbliche. Gli auguri di Natale a distanza si fanno al telefono oppure spedendo giorni prima i biglietti d’auguri.
Ti ricordi i biglietti d’auguri natalizi degli anni ’80? Quei bellissimi cartoncini piegati sui quali scrivevi il tuo messaggio di auguri, chiudevi nella sua busta riportando l’indirizzo del destinatario, affrancavi con un bel francobollo comprato alle Poste e infilavi nella cassetta rossa delle spedizioni?
Sì, negli anni ’80 gli auguri di Natale agli amici lontani si fanno così, con un bel messaggio scritto a penna su un biglietto d’auguri. Che gioa andare in cartoleria a scegliere un biglietto d’auguri per una persona speciale!
I biglietti d’auguri natalizi hanno delle stampe bellissime di acquarelli, con Babbo Natale, doni impacchettati, alberi di Natale, paesaggi con la neve, fiori ecc ecc. I disegni sono talmente delicati che sembrano lo specchio delle parole gentili riportate dentro al biglietto, perché un pensiero così gentile portava sempre parole gentili. In fondo, che cos’è un biglietto d’auguri negli anni ’80, se non un messaggio diretto dal proprio cuore a quello di chi sta lontano e non si può abbracciare? È dedicare il proprio tempo ad una persona distante, facendogli capire che stiamo pensando a lei.
E quando ne compriamo diversi per persone differenti, a casa si finisce per scegliere quelli che riteniamo più belli per spedirli alle persone più care. Immaginiamo che la bella sensazione che il disegno provoca in noi stessi, la porterà anche a chi riceve il biglietto. Più sei una persona cara, più avrai un bel biglietto d’auguri e delle belle frasi scritte sopra. Siamo lontani anni luce dalle decine e decine di messaggi, tutti uguali, che oggi nel 2019 mandiamo durante le feste, così anonimi, freddi, brevi, del tipo “Buon Natale” oppure “Buon Natale!” oppure semplicemente “Auguri”. Ma negli anni ’80, inizio anni ’90, invece no: ci si impegna a scrivere belle frasi che abbiano valore per chi le legge. E che felicità nel ricevere una busta con un bel biglietto dentro, segno che qualcuno sta pensando a noi, segno che chi semina affetto prima o poi qualche bel gesto lo riceverà nella vita.

Sai a chi vorrei scrivere uno dei miei biglietti d’auguri natalizi, oggi, nel 2019? A me bambino degli anni ’80.
Caro Francesco,
per questo Natale non ti arrabbiare se non riceverai il tuo giocattolo preferito, ma goditi il tempo in cui a casa la tua famiglia giocherà con te. E quando la sera spegnerai la luce del salotto per guardare le luci accese del tuo albero di Natale, perché ti fa sentire sereno, perché ti fa sorridere dentro, tieniti stretto quella pace e conservala dentro di te per quando sarai grande. Perché la meraviglia di quelle luci sta colorando il tuo animo, non la stanza. Da grandi a volte non ci si meraviglia più nemmeno del sole o della luna. Tu cerca di rimanere così il più a lungo possibile, … e quando ti capiterà di essere arrabbiato , triste o deluso, ricorda che sotto l’albero c’è sempre il sogno del tuo dono preferito: non smettere mai di sognare. E insegna a sognare a chi, piccolo come te, un giorno a casa tua piangerà o riderà per un regalo o si incanterà davanti alle luci di un albero di Natale. Un giorno capirai che nella vita  esiste un tempo per ogni cosa. L’importante è il camminare, non il traguardo. Cammina e sorridi dentro, sempre. E insegna a sorridere. Buon Natale piccolo Francesco.
firmato
Francesco (adulto)

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