Ritorno sul life-coaching, una materia a me molto cara, prendendo spunto dalla frase latina “Porta itineris dicitur longissima esse”.
I puristi della letteratura “non commerciale” adesso mi odieranno un po’. Io che non sono proprio un “non commerciale”, ma che mi piace leggere sia autori del passato che scrittori locali poco conosciuti, ma anche autori famosi pubblicati dalle grandi Case Editrici… ebbene sì, anni fa ho letto Un posto nel mondo di Fabio Volo e da allora mi è rimasto impresso questo famoso detto latino che l’autore riportava tra le pagine del suo romanzo.
Porta itineris dicitur longissima esse” tradotto significa “ la porta (intesa come inizio) è la parte più lunga di un viaggio”. In pratica, in un percorso di vita, in un cambiamento, il primo passo è il più difficile da compiere, perché è quello che ha bisogno di più coraggio per farci avviare un nuovo cammino. E questo vale in tutti i settori della vita: il lavoro, gli affetti, le amicizie, ecc ecc.
Questo non vuol dire che bisogna tuffarsi ad occhi chiusi in una nuova opportunità, senza pensarci. I latini non volevano dirci questo! Nella vita le decisioni importanti, se ne abbiamo la possibilità non vanno prese d’istinto, ma bisogna ragionarci sopra e valutare tutto quello che la decisione comporti.
Il detto vuole invece dirci che quando stiamo per intraprendere la novità (che quindi abbiamo già ampiamente valutato e deciso), compiere il primo passo è già metà dell’opera, perché iniziare è il punto più difficile.

Ti è mai capitato ad inizio estate di voler fare un bagno al mare e, una volta arrivato con l’acqua alle ginocchia, di aspettare e aspettare e aspettare per immergerti perché, sentendo l’acqua fredda, non hai il coraggio? Certo che questa è solo una metafora, ma la vita è quel tuffo in acqua: se si vuole fare una bella nuotata, bisogna pur immergersi. La scelta di andare al mare per farci un bagno invece l’avevamo già decisa in precedenza, valutata, soppesata: non siamo in fase di digestione dopo un pasto, ci stiamo immergendo lentamente per abituarci alla temperatura del mare,ecc ecc… Ma poi? Poi abbiamo solamente bisogno di quel primo coraggio, se no rischiamo di rimanere con l’acqua fino alle ginocchia a tenerci il caldo addosso per ore ed ore, senza mai sapere quant’è bello farsi una nuotata.
Una volta che abbiamo preso una decisione definitiva, l’inizio è la parte più dura, ma poi il percorso verrà da se’, come sempre.
E la vita è piena di porte, di nuovi inizi. Bisogna riuscire ad affrontarli con realismo ed attenzione, ma anche con ottimismo, guardando con fiducia al domani!
Prima di andare a scuola, sapevi leggere e scrivere bene? No, eppure da bambini ci siamo tutti fatti coraggio per varcare il portone d’ingresso della Prima Elementare.
E prima di prendere in mano il volante per la prima volta, sapevi guidare? No, eppure ti sei iscritto/a a Scuola Guida.
E prima di chiedere un appuntamento alla tua compagna o al tuo compagno, quanto ci hai pensato o quanto hai sognato? Eppure un giorno hai vinto la tua timidezza e ti sei presentato/a magari con dei fiori o un altro regalo in mano, o semplicemente col tuo sorriso e il numero di telefono.
E prima di fare un lavoro, non ti sei forse presentato/a al colloquio? Tanti neanche ci vanno, per la paura del “No”.

Porta itineris dicitur longissima esse” è anche il capire che, compiuto il primo difficile passo, il percorso è già a buon punto, da continuare ad affrontare con costanza e tenacia.
È così difficile cominciare? Bisogna essere eroi per iniziare un nuovo percorso? Non ce n’è bisogno, secondo me. Basta solamente un pizzico di autostima in più: di eroi ce ne sono anche troppi. E sugli eroi la penso come Pirandello, quando nel dramma “Il Piacere dell’Onestà”, ci dice: “è molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto, galantuomini si dev’essere sempre”.

Ti consiglio l’intera mia sezione COACHING (clicca qui) in cui troverai miei consigli interessanti su vita, lavoro, casa, finanza ecc. In particolare voglio ricordarti due miei vecchi ma fondamentali articoli: “10 minuti al giorno per essere positivi” (clicca qui) e “Problemi e soluzioni di vita quotidiana” (clicca qui).
Inoltre, voglio segnalarti la mia poesia: “In attesa di un nuovo ingresso” (clicca qui).
Nella foto in copertina: uno scorcio caratteristico del porto nuovo di Porto S. Stefano, all’Argentario, da una “porta naturale” alla vista che si apre tra due palazzi nella via sovrastante, come le pagine di un libro. Se non si scendono quelle scale tra i due palazzi, non si potrà mai scorgere quella vista del porto. Ho sbagliato a proclamare “Porto S. Stefano: il Porto del Libro in Italia” (clicca qui per il mio articolo)? Secondo me, no.
Buona lettura!