Un altro pezzo di cultura nel nostro Paese che chiude i battenti. Continua la crisi librerie: chiude la Paravia di Torino, la seconda libreria più antica d’Italia.
Nata nel 1802, la libreria Paravia ha chiuso il 28 dicembre scorso.
Specializzata soprattutto in testi religiosi e scolastici, ma fornitissima e punto di riferimento nel capoluogo piemontese, la storica libreria non ha retto il calo dei lettori in Italia e la concorrenza delle vendite online.
Com’è il trend delle librerie degli ultimi anni?
I dati di Confcommercio parlano di oltre 2300 librerie e cartolibrerie chiuse in Italia negli ultimi cinque anni.
È un dato catastrofico!
Chiudono sia le librerie indipendenti che quelle di catena, come è successo ultimamente a Roma. La crisi quindi tocca rami diversi della vendita, non solo le piccole attività.
A sentire questi dati, per i sognatori come me –che amano girare tra gli scaffali delle librerie, sentire l’odore della carta, toccare i libri con mano attirati da un titolo o da una copertina, fare due chiacchiere col libraio o la libraia, ecc– rimane tanto amaro in bocca.
Leggi il mio racconto: “La biblioteca magica” (clicca qui) e poi capirai cosa sento.
E nel pensare che aprire una libreria fisica è un mio grande sogno (insieme a quello di affermarmi come scrittore) l’amaro in bocca aumenta!

Crisi librerie: chiude la Paravia di Torino.
Grandissimo rammarico. Perdere librerie è perdere dei punti fisici di cultura e rapporti umani magari consolidati nel tempo.
Per fare un paragone dal mio Argentario dal quale scrivo: è come smettere di andare al mare di persona e guardarlo solamente alla TV. Non è la stessa cosa.

…Ma allora, qualcosa si può fare per contrastare la crisi delle librerie?
Secondo me, sì. Credo che la vendita online sia un processo inarrestabile, che può essere rallentato con una regolamentazione degli sconti come è allo studio del Governo, ma pur sempre inarrestabile.
Sinceramente, non considero l’acquisto online un fenomeno negativo per la cultura, anzi potrebbe essere usato come ulteriore mezzo di diffusione, non come rivale. Acquistare online un testo in particolare, perché complicato da trovare in una libreria, è l’alternativa a non comprarlo affatto.
Guardandola in quest’ottica, cambia la prospettiva del problema.

E allora, le librerie hanno scampo oppure no?
Per me, le librerie fisiche, soprattutto quelle indipendenti, non possono contrastare internet sul suo terreno di battaglia, perché non puoi competere con colossi da centina di migliaia di volumi subito disponibili. Servirebbero locali sempre più grandi, costosissimi!
Piuttosto, le librerie devono riadattarsi, specializzarsi, essere vive sul territorio con iniziative culturali, ecc ecc.
E in questo caso, sì che le librerie possono ancora dire la loro! Certo è che se non facciamo tutti un passo indietro per aiutare la cultura, la cultura da sola non si aiuta, come una barca non si governa senza timone e senza vele!
Mi riferisco soprattutto ad alcuni proprietari di fondi commerciali che, per aiutare la cultura, potrebbero ritoccare al ribasso le richieste di affitto, facendo quindi diminuire i costi delle librerie. E io ne so qualcosa, scoraggiato di persona da richieste di affitto troppo elevate per un’attività poco redditizia come la vendita dei libri, ma anche per le altre attività visto che i fondi rimangono vuoti.
E poi mi riferisco a quelle persone che girano un’ora tra gli scaffali delle librerie e scattano le foto di nascosto ai romanzi scelti, magari facendosi consigliare dai librai, per poi andare ad ordinarli online per risparmiare 1 euro o 2: così non si è corretti.
Allora, intanto aiutiamo le librerie con i costi e con la correttezza, sarebbe già una bella mano!
Il passo successivo, però, secondo me è quello esposto prima: le librerie devono reinventarsi.

Lo dico da lettore e da amante delle librerie e delle biblioteche. Certe librerie oggigiorno mi urtano. Quali? Quelle in cui trovo:
-Ammassi di migliaia volumi che se te ne vuoi prendere uno non riesci neanche a sfilarlo dallo scaffale, o te ne cadono tre in testa.
-Librai che se gli vai a chiedere consiglio su un libro che hai in mano, preso da uno scaffale, spesso non sanno nemmeno il genere, ma non per colpa loro: come potrebbero, non dico leggere, ma solo conoscere migliaia e migliaia di volumi che le maggiori Case Editrici ruotano in continuazione?
-Chiasso assordante, tipo mercato settimanale. In libreria si va per sognare, per sognare ci vuole tranquillità. A parte il reparto “bambini”-nel quale ovviamente un po’ di voci si possono capire e tollerare, magari portate dall’entusiasmo- per il resto ci vuole pace.

Io ho in testa un concetto di libreria totalmente diverso da aprire. Secondo la leggenda, Archimede disse: “Datemi una leva e vi solleverò il mondo”. Io invece cerco sponsor amanti della cultura per rivoluzionare il concetto di libreria. Datemi qualche sponsor e inventeremo una nuova libreria. Mai trovati.
Alla fine, sai cosa farò? Svanita la mia libreria fisica, magari scriverò un e-book sul mio concetto di libreria moderna: potrei diventare ricco aiutando gli altri. Scherzi a parte, la cultura si aiuta dal basso, rimboccandoci tutti le maniche per trovare la soluzione e proporre nuove idee. Se no le librerie continueranno a scomparire e i nostri giovani non leggeranno più nulla, perdendo le idee personali e i sogni.

Crisi librerie: chiude la Paravia di Torino.
Proposte, proposte, proposte!

Ti consiglio di leggere le mie proposte culturali:
“Un libro per ogni nato” (clicca qui), valida per tutta la Nazione, che sta riscuotendo un notevole successo in Maremma al punto che sono stato intervistato da una Radio (clicca qui);
“L’Università dell’Argentario” (clicca qui);
“Porto S. Stefano: Il Porto del Libro in Italia” (clicca qui).

Ottimismo!
Basta con le librerie che chiudono! Basta con l’abbandono della lettura! In Italia i dati sui lettori sono allarmanti, ma si può intervenire! Ti consiglio il mio articolo: “Le 8 curiosità sulla lettura in Italia” (clicca qui).
Per aiutare la cultura, ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa, anche tu. Ma questo vale in tutti i settori della vita, non solo nella cultura.
Come disse Madre Teresa di Calcutta: se vuoi cambiare il mondo, vai a casa e ama la tua famiglia.