Per non far dimenticare l’alluvione di Albinia, 12 Novembre 2012. Perché non debba più accadere.
6 morti nella nostra Maremma in un evento mai visto, e nemmeno immaginato, nelle nostre zone della Toscana del Sud. I fiumi e i torrenti in piena che straripano sotto l’incessante e violenta pioggia che dalla notte precedente si abbatte in tutta la provincia di Grosseto e non solo. Le acque che dalle montagne scendono a valle. Le vittime sono causate dall’esondazione del fiume Chiarone, di un canale presso il lago di Burano e per il crollo di un ponte sul fiume Albegna, vicino Marsiliana; oltre a gravi feriti tra i quali un decesso il mese dopo.
Argini che cedono, ponti che crollano, mura che cadono -come un tratto di quelle storiche di Magliano-; campagne e frazioni completamente invase dalle acque, come a La Polverosa; gente che per salvarsi deve salire sopra tetti delle case.  Per finire con il paese di Albinia che nella mattina del 12 Novembre rimane alluvionato, come mostro nella foto di copertina, bloccato e coperto di fango per giorni e giorni. Riemerso, come le frazioni vicine, grazie alla tenacia degli abitanti e all’aiuto dei volontari accorsi in zona.
Scrivo questo articolo in punta di piedi, con l’assoluto rispetto per le vittime di quella terribile alluvione e per i loro familiari, con l’unico scopo di non dimenticare, affinché (parlo di Istituzioni) si faccia tutto il possibile per non ripetere più una tragedia del genere.
La mattina del 12 Novembre 2012 ero vicino ad Albinia, a lavoro, in un brutto lunedì piovoso. Verso le ore 10:00, non ricordo bene l’ora precisa, fu dato l’allarme in Azienda. Bisognava scappare, l’acqua continuava a salire,…troppo. Nel parcheggio arrivava già dentro le auto. Alcune strade erano ancora percorribili, tra le quali la mia, direzione Argentario. Tornai a casa agitato, ma non immaginavo… Giro di telefonate con amici e colleghi il pomeriggio, la sera. Era tutto bloccato fuori paese, si rimaneva in casa.
…La mattina seguente, iniziò il TG5 delle 8:00 con quelle immagini dell’alluvione di Albinia, parlando delle vittime in Maremma. Non lo dimenticherò mai: prima notizia del TG. Non immaginavo. Si parlava di morti, di disperazione, di soccorsi, di danni.
Le strade riaprirono verso l’ora di pranzo. Andammo a vedere cosa fosse successo a lavoro. 13 milioni di euro di danni in azienda, se ricordo bene. L’acqua aveva sventrato porte di 3 mt per 3, allagato interi reparti fino a 1,70 di altezza: c’era da buttare tutto. Si spalò fango per un mese come tante altre aziende prima di riaprire. Altre chiusero.
Cosa è rimasto di quella giornata, dopo 7 anni? Amici ed amiche di Albinia mi dicono: la paura, ogni volta che arriva un temporale più forte del solito, di sentire quel rumore sordo dell’acqua che sale e invade case e auto. E uccide.
A me che l’ho vissuta solo in parte, scappato per tempo da lavoro, è rimasto impresso lo spavento e l’atmosfera dei giorni a seguire, in cui si spalava, si sciacquava e si buttava, …poi si spalava, si sciacquava, si buttava, …ancora, …e si pranzava sui marciapiedi mentre si guardava il sole che faceva capolino tra le nuvole.
L’appello, ribadisco, è per le nostre Istituzioni, affinché facciano con continuità tutti gli interventi possibili di pulizia, controllo, vigilanza ecc per evitare il ripetersi di tragedie del genere. E anche se stessero facendo abbastanza, si può e si deve sempre fare di più.
12 Novembre 2012, alluvione di Albinia e degli abitati vicini.
Ho scritto questo articolo per non dimenticare.

Per leggere il mio articolo “La famosa Libreria Acqua Alta di Venezia è Allagata” riguardante la gravissima ondata di maltempo che il 12 novembre 2019 ha coinvolto Venezia, causando purtroppo anche due vittime nell’Isola di Pellestrina, clicca qui.