Chiamiamolo breve romanzo sentimentale oppure racconto scritto in gioventù, la sostanza non cambia.
“Le notti bianche” è un capolavoro di Fëdor Dostoevskij pubblicato per la prima volta su una rivista nel 1848. In foto, parziale di copertina dell’edizione italiana Garzanti.
Dopo averti parlato brevemente di un grandissimo autore russo che adoro, Tolstoj in “Guerra e pace” che ho inserito tra i 4 classici che porterei su un’isola deserta (clicca qui), torno oggi sulla letteratura russa con quest’opera di un altro maestro della narrazione, appunto Dostoevskij.
…Già, perché ne “Le notti bianche” di Dostoevskij lo scrittore riesce a farci percepire a pieno l’animo del protagonista, un giovane sognatore incapace di vivere la vita reale, che per caso, durante una delle sue passeggiate notturne per S. Pietroburgo, incontra la giovane fanciulla Nasten’ka, a sua volta triste per una vicenda amorosa. La narrazione va avanti per quattro notti, durante le quali i due si apriranno l’uno con l’altra, portando ad un finale inaspettato.
Cosa mi rimane di questa storia? Sicuramente la maestria di Dostoevskij di raccontare l’animo e di calarlo perfettamente nello scenario notturno della città, come se animo e scenario fossero imprescindibili tra loro. Quel giovane distaccato dalle relazioni, che non si riconosce nella realtà, pensandoci bene non sembra un personaggio così distante nel tempo: oggigiorno quella tristezza nel vivere è ancora presente in molti di noi seppur ci troviamo in un contesto storico e sociale molto diverso. Segno che, come dico spesso, cambiano gli occhi e i cuori, ma i sentimenti che viviamo sono gli stessi.
E allora, se non ti è mai capitato tra le mani, perché non provare a leggere questo capolavoro scritto in gioventù da Dostoevskij? Sicuramente ti rimarrà impressa sia la vicenda, in quanto brevemente narrata, sia lo stile inconfondibile dell’autore.
Buona lettura!

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